IS SELIS BIANCO – Cantina Argiolas

12,20

Isola dei Nuraghi I.G.T.

Iselis Bianco è un vino bianco a Indicazione Geografica Tipica – Isola dei Nuraghi, ottenuto da uve Nasco con piccola frazione di Vermentino.
Vino di colore giallo paglierino, dal profumo ampio ed armonico con note di fiori gialli, frutta tropicale e leggere note muschiate in sottofondo. Al palato si presenta morbido ed avvolgente con buon riscontro dei caratteri olfattivi e finale molto lungo e gradevole. Accompagna antipasti a base di pesce, culurgiones di patate alla menta, risotto alla marinara, risotto ai carciofi, linguine allo scoglio, pesce in umido e alla brace, carni bianche, formaggi di media stagionatura.

SCHEDA TECNICA ISELIS BIANCO
Classificazione Isola dei Nuraghi I.G.T.
Uve Nasco con piccola frazione di Vermentino.
Provenienza Tenute Iselis, Serdiana.
Suolo Calcareo, suoli derivanti da sedimenti calcareo marnosi.
Clima Mediterraneo, inverni miti, precipitazioni limitate, estati molto calde e ventilate.
Raccolta Manuale, prime ore del mattino.
Vinificazione Macerazione a freddo; pressatura soffice; decantazione naturale; fermentazione a temperatura controllata , affinamento sulle fecce nobili per circa 60 giorni. Una piccola frazione del mosto fermenta e si affina su piccoli fusti di rovere francese.
Colore Giallo paglierino.
Profumo Profumo ampio ed armonico con note di fiori gialli, frutta tropicale e leggere note muschiate in sottofondo.
Gusto Morbido ed avvolgente con buon riscontro dei caratteri olfattivi e finale molto lungo e gradevole.
Accostamenti al cibo Antipasti a base di pesce, culurgiones di patate alla menta, risotto alla marinara, risotto ai carciofi, linguine allo scoglio, pesce in umido e alla brace, carni bianche, formaggi di media stagionatura.
Descrizione

SERDIANA

Cinque fattorie, quasi 250 ettari, per una vocazione tramandata dalla civiltà nuragica. Una fattoria insiste nel territorio di Serdiana, vicino alla cantina Argiolas, non distante dalla chiesa romanica di Santa Maria di Sibiola che, eretta nella prima metà del XII secolo dai Vittorini, divenne grazie ai Benedettini un prosperoso centro agricolo.

Tre fattorie sono ubicate in Trexenta, nell’antico granaio di Roma – oggi un susseguirsi di frutteti e oliveti, filari di viti e campi di cereali – dove i vigneti di Selegas, Siurgus Donigala e Guamaggiore formano un magico triangolo con al centro Senorbì ed il suo museo etnografico, dove diversi reperti attestano un’antica vocazione di cultura agricola. Votato alla vite, il territorio che ospita la quinta fattoria acquistata nel 2002 nella patria del Carignano, il Sulcis, il cui nome deriva all’antica Solci, Sulky.

Fiorente colonia fondata nel VII secolo avanti Cristo dai Fenici, era il più ricco fra i tanti porti dell’Isola. Ma la storia del vino, in Sardegna, precede l’arrivo dei navigatori provenienti dal Libano e racconta di un patrimonio arrivato attraverso un centinaio di vitigni autoctoni. Il segno distintivo di un territorio è testimoniato dai vinaccioli di cannonau trovati nel Nuraghe Arrubiu di Orroli, che attesterebbero la preesistenza dei vitigni sardi rispetto alle colonizzazioni.
Sospesa tra nuragici e fenici, la storia del vino in Sardegna sfoglia un capitolo importante nella geografia dei vigneti Argiolas: Sisini, Bingiargia, Sa Tanca, Piscina Trigus, Turriga, Pranu Sturru, Costa Bancodi, Perda Campus. Nomi di una combinazione felice di marne arenarie, calcari marnosi, roccia e argilla con il caldo sole, la brezza di mare, il frequente vento.

Informazioni aggiuntive
Peso 1.3 kg
Dimensioni 9 × 9 × 33 cm